Il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo MICS

Lo spazio del Museo del Cinema dedicato a Filoteo Alberini, pioniere del cinema italiano
Lo spazio del Museo del Cinema dedicato a Filoteo Alberini, pioniere del cinema italiano

Lo straordinario patrimonio del M.I.C.S., faticosamente raccolto, memoria storica collettiva dell’umanità, rischia di “crollare sul traguardo” perché lo stesso Comune che ne ha riconosciuto il valore, l’importanza e la valenza sociale diventa protagonista in prima persona del suo sfratto. Infatti è in via di attuazione una permuta con la società immobiliare Tirrenia s.p.a. alla quale, in cambio di beni immobili della tenuta della Cerveletta nella Valle dell’Aniene, verrebbero dati un grande appartamento in piazza Fontana di Trevi e l’intero stabile compresso tra via Portuense e via Bettoni, dove il Museo del Cinema dispone di 1500 metri quadrati. Si ripropone così la malaugurata pratica della svendita a privati (quasi un regalo) di un pezzo importante del patrimonio pubblico. Lo stabile, molto vasto e costituito da più corpi di fabbrica, era nato come pastificio ed era poi divenuto deposito comunale.

A suo interno il Museo del Cinema utilizza, per assegnazione da parte del Sindaco, un limitato spazio in cui sono esposti cimeli, cineprese, proiettori, apparati ottici, documenti, manifesti originali, costumi e curiosità d’epoca, del cinema e dello spettacolo, con molte rarità storiche. È provvisto da una cineteca con circa 5.000 film rari d’epoca, particolarmente dedicati al periodo del muto, il cui patrimonio si è ormai disperso. Inoltre il museo è dotato da una fototeca co circa due milioni di foto e dagherrotipi dal 1850 ad oggi, una biblioteca con volumi e pubblicazioni in varie lingue sul cinema e lo spettacolo, un’emeroteca con riviste specializzate e rare, una videoteca con registrazioni in vari standard e video-riproduzioni di filmati d’epoca, un laboratorio per il restauro e lo studio delle immagini di tutti i formati. Sono stati altresì attrezzati recentemente anche dei depositi antincendio.

Ora questo straordinario patrimonio, faticosamente raccolto, memoria storica collettiva dell’umanità, rischia di crollare sul traguardo perché lo stesso Comune che ne ha riconosciuto il valore, l’importanza e la valenza sociale diventa protagonista in prima persona del suo sfratto. Tutti i contributi, se pur modesti e inadeguati, del Comune, del Ministero per i Beni Culturali, della Regione Lazio, vengono azzerati.

ITALIA NOSTRA lancia un appello perché il Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo sia salvato e perché l’intero stabile del Portuense resti di proprietà comunale e vanga destinato ad attività culturali e sociali, anche per una più congrua sistemazione del Museo stesso.

A cura di Maria Antonelli e Patrizia Panebianco

(Italia Nostra Sezione di Roma, comunicato stampa del 7 giugno 2002)